Boxe, Mondiali e dintorni

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 12:15:05
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

Usando un termine borsistico, la settima appena trascorsa, è stata piuttosto piatta. L’acuto ci arriva da Tokyo in Giappone, dove il non certo sconosciuto idolo locale Naoia Inoue, 25 anni, imbattuto con 16 vittorie, ha scalzato dal trono dei gallo WBA, Jamie McDonnell (29-4-1) in meno di due minuti, per l’esattezza 1’16”, facendolo contare due volte, prima che l’arbitro lo fermasse. Il giovanotto con gli occhi a mandorla, conferma di avere mattoni nei guantoni e incamera la terza cintura, dopo quelle dei minimosca e supermosca (2014). Nonostante la struttura più minuscola in rapporto all’inglese, Inoue ogni volta che toccava l’avversario, questi sembrava ricevere una scossa elettrica.

L’altro mondiale si è svolto a Fresno in California e ha riguardato due filippini, in palio il titolo supermosca IBF, detenuto da Jerwin Ancajas (30-1-1) contro Jonas Sultan (14-4). Match senza storia, per la superiorità del campione. Nei programmi era prevista la difesa supermosca WBA dell’inglese di origine yemenita Khalid Yafai, con altri fratelli sul ring, tutti di assoluto talento, opposto al messicano David Carmona (21-6-5), ma al peso lo sfidante si giocava l’opportunità e il match valeva solo per il risultato. Anche senza cinture in palio, il messicano partiva all’assalto senza soluzione di continuità. Purtroppo per lui, la boxe di rimessa di Yafai era l’ideale per contrarlo, facendogli pagare un prezzo salato, tradotto in conteggi che al settimo round, l’arbitro riteneva sufficienti per rimandarlo all’angolo.

L’attività internazionale senza titoli in palio ci interessava per conoscere i risultati della serata a Glattabrug in Svizzera, allestita al ristorante Glatthof, dove combattevano il mediomassimo Davide Faraci (9) nato a Tarquinia, 26 anni, residente da anni in Svizzera e il superwelter varesino Marco Miano (7-7). Hanno vinto entrambi. Se per Faraci era nei pronostici, non altrettanto per Miano, che trovava il nigeriano Nuhu Lawal (25-5), stabilito in Germania dal 2010, solo un paio di stagioni passate, considerato un fenomeno dopo 20 vittorie consecutive. Poi qualche sconfitta. La sfida con Miano poteva essere l’inversione della rotta negativa. Che invece è proseguita, visto che con una condotta tutto cuore l’ha spuntato il varesino di misura. Vittoria senza affanni per Faraci contro Tamaz Izoria (4-5) collaudatore georgiano dignitoso. A questo punto è pronta la sfida per il tricolore di categoria.

Un bel colpo lo ha messo a segno a Sydney in Australia, il superwelter Tim Tszyu (9), battendo per ko al quarto tempo, l’ambizioso indonesiano Larry Siwu 27-11) per il titolo asiatico WBC. Tim è figlio d’arte, papà Kostya, mamma russa e padre coreano, dopo una carriera in maglietta ai massimi vertici, (259+15-), conclusa trionfalmente ai mondiale di Sydney nel ’91, lascia la Russia e diventa australiano. In quell’occasione ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarne le doti di gentilezza e disponibilità. Nell’intervista nella sua villetta, gli chiesi se ad un figlio avrebbe permesso di essere pugile come lui. Rispose: “Se possiede talento gli sarò al fianco, diversamente lo consiglierei di divertirsi u po’ e poi smettere. Il gregario non è nelle abitudini degli Tszyu”. A quanto pare Tim (23 anni) ha qualità per seguire le orme del padre. Che da professionista è stato campione del mondo superleggeri per molte stagioni tra il 1995 al 2004.

In questi giorni si sta tenendo il 35° congresso dell’International Bo Federation a Saint-Vincent in Valle d’Aosta. La prima volta in Italia. Il presidente IBF Daryl Peoples, ha ricordato che Gianfranco Rosi, ha vinto e difeso il mondiale superwelter dal 1989 al 1994 per la loro sigla. A rappresentare l’Italia, il presidente dell’Opi Since 82 Salvatore Cherchi con i figli Christian e Alessandro. Ai tempi della Opi 2000 allestì i due mondiali Michele Piccirillo contro Cory Spinks, titolo welter. Altrettanto per Simona Galassi e Andrea Sarritzu. Presenti dirigenti, organizzatori, arbitri e rappresentanti dei vari stati, domani si terrà il cocktail con tanti campioni come Francesco Damiani, Michele Piccirillo, Paul Malignaggi ed Emiliano Marsili, l’ex campione del mondo dei piuma Lee Selby, al quale verrà consegnato il Premio Jersey Joe Walcott ex mondiale massimi. Altri premiati: l’argentina Debora Dionicius, campionessa dell’anno: ha vinto il titolo nel novembre 2012 e lo ha difeso dodici volte. Combattimento maschile dell’anno tra Anthony Joshua e Wladimir Klitschko, quello femminile tra Ana Esteche e Celeste Peralta. Il banchetto avrà luogo giovedì 31 maggio, che chiuderà il congresso.

Il prossimo week-end è magro come un’acciuga. Non sono previste sfide mondiali, caso abbastanza inusuale. In Europa, appuntamento a Bayern in Germania dove si disputa il vacante titolo continentale supermedi tra Robin Krasniqi (47-5), 31 anni, kosovaro di nascita, da anni residente in Germania dove ha pure la nazionalità, diverse cinture delle varie sigle che abbondano nel paese della Merkel, la prima volta che tenta il titolo ufficiale. Sulla sponda avversaria l’ucraino-russo Stanislav Kashtanov (36-2) 33 anni, sul ring dal 2011, due inciampi e molte vittorie con signori nessuno. Pronostico per Robin.


Articolo scritto da Giuliano Orlando