Boxe: commenti dei pugni nel mondo nel weekend

Pubblicato il 18 giugno 2018 alle 13:34:20
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

Errol Spence jr. (24), 28 anni, al Ford Center di Frisco nel Texas, non solo mantiene la cintura welter IBF, ma conferma di essere una delle punte di una categoria di peso, dove i campioni abbondano. Per il suo avversario Carlos Ocampo (22-1) che non conosceva sconfitte, la prima volta è risultata pesante: kot nel giro di tre minuti scarsi. Colpito al corpo con scientifica precisione, il messicano scivola al tappeto e non è in grado di rialzarsi in tempo. Tutto questo prima che si esaurisse il round iniziale. Confermando di possedere pugni pesanti, sfiorando la percentuale del 90% delle vittorie per ko. Saltata la seconda sfida iridata, programmata a Frisco, quella che metteva di fronte il californiano Danny Roman (25-2-1) titolare dei supergallo WBA, contro il messicano Moises Flores (25-1). Pur senza cintura in palio, l’incontro si è disputato e non ha deluso gli spettatori. Rispettando le previsioni ha vinto e convinto Roman, anche se Flores non è stato a fare la vittima. La differenza sta nel fatto che tra i due il tasso tecnico dell’americano è superiore a quello di Flores. L’unanimità dei giudici lo conferma, anche se il 120-108 è fuori dalla realtà. 

Nel contorno, l’atteso confronto tra il superleggero dominicano Javer Fortuna (33-2-1-1nc) che riprovava a rientrare tra gli sfidanti, dopo aver conquistato nel 2015 il mondiale WBA superpiuma e sfiorato a inizio anno la cintura IBF superleggeri contro Robert Easter Jr. Al quarto round contro Adrian Granados (Usa 18-6-2-1nc), in una situazione di equilibrio, per una spinta dello statunitense, finiva rovinosamente fuori dal ring, non riuscendo a risalire. A quel punto l’arbitro dava lo stop, decretando il no contest. Iordenis Ugas (22-3) il cubano bronzo ai Giochi 2008 a Pechino e che nel 2010 lasciò l’isola senza chiedere il permesso, sembra aver imboccato la strada giusta per salire in alto, dopo aver incespicato nel 2015, costretto a ricominciare. Non che l’avversario fosse di quelli pericolosi, visto il record del dominicano Jonathan Batista (17-14), ma si pensava ad una sfida che poteva andare anche ai punti. Ugas ha impiegato meno di cinque minuti, Dopo averlo fatto contare nel primo tempo, su un gancio destro, stesso trattamento nel secondo, e subito dopo lo stop dell’arbitro. Ad Hato Rey in Portorico, la difesa del supermosca locale Angel Acosta (18-1) titolare WBO è risultata molto più impegnativa del previsto. Lo sfidante del Nicaragua, Carlos Buitrago (30-4-1), proveniente dai paglia, ha ribattuto colpo su colpo per undici tempi, tra gli applausi del pubblico che ha gradito la battaglia. Solo nell’ultimo round, la serie del campione ha spento la lampadine allo sfidante. E ancor di più il pubblico è andato in visibilio. A Monaco in Baviera, il massimo Francesco Pianeta (35-4-1), 33 anni, calabrese di stanza da anni in Germania, è stato battuto in modo chiaro dall’emergente e imbattuto croato Petar Milas (12). Per Pianeta forse il segnale di un declino più che giustificato, dopo anni di ring. Ben diversa la condizione di Marco Huck (41-3-1), coetaneo di Pianeta, debutto da pro nel 2004, dopo aver praticato taekwondo e kick, con ottimi riscontri. Come pugile non è mai stato un modello di correttezza, sempre ai limiti delle regole, spesso anche oltre. Atteggiamento confermato anche nel confronto con Yakup Saglam (40-4), 41 anni, turco di Germania, reduce da quattro vittorie, dopo la sconfitta con Joseph Parker (ko alla 2°) nel 2015. Nei primi due round i due hanno fatto a gara chi era più furbo. A quel punto l’arbitro li ha avvisati: se continuate così vi mando a casa tutti e due. A quel punto si sono messi a fare i pugili e la differenza si è vista subito. Al quarto round, Saglam aveva finito la benzina e si è arreso. Dopo l’incontro Huck non ha nascosto la soddisfazione: “A questo peso (104 kg.) mi sento bene, ancora un paio di test e sarò pronto per una sfida iridata”. Nella riunione di Karlsruhe nel Baden Wuttemberg, Firat Arslan, (42-8-2) 47 primavere, professionista dal 1997, iridato cruiser nel 2007, turco di origine, tedesco di residenza da oltre vent’anni, una carriera sempre di vertice, ha fatto capire di non voler ancora mollare. Dopo aver vinto il 19 maggio a Trabzon in Turchia, contro il ghanese Isaac Paa (14-9) finito KO al primo round, si è confermato ai danni di Matis Magrini (19-4-1), argentino di 38 anni, apparso troppo inferiore al rivale. L’altro italiano sul ring,il superwelter Francesco Lezzi (10-11-2) ha testato il locale Shawa Spomer (1).

All’Auditorium Centenario intestato a Gomez Palacio di Durango, la città che ha dato i natali a Cristian Mijares (59-9-2), 36 anni, una delle stelle della boxe messicana, il pubblico ha vissuto una delle serate più tristi. Mijares, aveva dato appuntamento per l’ultimo incontro prima del ritiro ufficiale, dopo oltre vent’anni di attività, iniziata nel 1997. Un percorso che gli aveva fruttato il mondiale dei supermosca di ben tre sigle (WBC, WBA e IBF), tentando anche tra i gallo e supergallo, senza fortuna. Pugile di talento, molto generoso, beniamino dei messicani che ne apprezzavano il temperamento gagliardo. In questa occasione era stato scelto il portoricano Wilfredo Vasquez (25-7-1), buon record ma non eccezionale. L’incontro si è sviluppato sul tema dello scambio a corta distanza. Si era capito che entrambi puntavano alla vittoria di forza. Nel terzo tempo il destro dell’ospite centra in pieno volto Mijares che frana al tappeto mentre un fiotto di sangue esce dal naso, fratturato. Il ricovero in ospedale è stato il malinconico finale di un commiato imprevisto e amaro.

Ho seguito su Fox Sport, la serata allestita alla Metro Radio Arena di Newcastle in Inghilterra, con la telecronaca di Mario Giambuzzi e Alex Duran, che sono una garanzia per i telespettatori, cogniti e misurati, al contrario di altri spesso disinformati e incerti. Nei welter, il giovane e promettente Josh Kelly (7) ha costretto alla resa il pur valido australiano Kris George (14-1) all’abbandono, dopo sei riprese intense quasi tutte a favore del pugile inglese, che esprime una boxe molto raffinata ed elegante, tutta sull’anticipo, quindi sui riflessi. Deve ancora perfezionare gli schemi, ma è sulla buona strada. Nel frattempo ha incamerato la cintura del Commonwealth. L’australiano ha abbandonato al settimo tempo per infortunio alla mano destra e sospetta frattura della mandibola. Nell’altra sfida, il favorito Iervin Ritson (16) si è sbarazzato in meno di un round, dell’irlandese Paul Hyland jr. (18-1), improvvido e ingenuo, troppo scoperto per non finire al tappeto contro un rivale che lo anticipava regolarmente. Spulciando in Italia, a Rozzano (Sud di Milano), con la collaborazione dei gym APOT 1892, Domino e Testudo, e all’iniziativa concreta, ovvero il reperimento degli sponsor da parte del supermedio Daniele Scardina (13), cresciuto alla Domino del maestro Pino Caputo, da alcuni anni residente a Miami (Usa) col fratello, è andata in onda una spettacolare serata, onorata da tanto pubblico, entusiasta per il proprio beniamino, che l’ha ripagato con una splendida vittoria contro il serbo Bojic (4-14-2), coraggioso ma costretto alla resa dopo due round spettacolari. In delirio i suoi fans, che crescono ad ogni ritorno nella sua città. Ha vinto anche il superleggero Benkorichi (3), tricolore dilettanti nel 2014, allievo della Domino contro Davide Calì (3-11), collaudatore dignitoso. Non è andato oltre il pari, l’altro pugile locale, il leggero Faretina (3-0-1) nei confronti di Tiganas (7-6-2), moldovo di nascita, italiano di residenza, che ha tenuto l’iniziativa, mentre Faretina ha cercato di contrarlo. Una bella sfida, che lascia lo spazio per una rivincita. In chiusura il cubano Diaz (5) si è sbarazzato del serbo Paunovic (1-5) al terzo round. A Bologna test facili per i beniamini locali, il welter: Arblin Kaba (6) batte Dimitrije Djordjevic (Ser. 0-12-1) ai punti e il medio Pavel Zgurean (4-2) stende Nikola Stojiljkovic (Ser. 1-5) al quinto round. A Lodi in Lombardia, nella sfida dei medi Edmir Sinanaj e Matteo Lovaglio al debutto, vince il primo ai punti. A Verbania in Piemonte, il giovane e promettente mediomassimo Ivan Zucco (4) pone ko al primo round Michael Domenkus (Cro 0-2) 18 anni, mentre il cubano Samuel Gonzales (18-5) si impone su Antonio Horvath (Ung. 10-50) ko al quarto round. Oggi, boxe a Kiev, la capitale dell’Ucraina al Parkovy Convention Centre. Il top della serata spetta all’azero-ucraino Artem Dalakian (16) in difesa del titolo WBA mosca, contro il pericoloso tailandese Sirichai Thaiyen (50-3) imbattuto dal 2014. In cartellone due italiani. Nei superpiuma Ihor Magurin (9-0-1) contro Daniele Limone (16-6-1) per il WBA Intercontinental. Il supermedio Marco Miano (7-7) trova Igor Kudrytskiy (9-0-1). Si stanno per concludere tra grandi appuntamenti. La finale delle Superseries cruiser tra il russo Murat Gassiev (26) e l’ucraino Olek Usyk (14), data e sede previste. 21 luglio a Mosca. Come alternativa, Londra per la Matchcrome. Per la gioia di Oscar De La Hoya, l’attesa rivincita tra Gennady Goloin (Kaz. 38-0-1) titolare WBC e WBO e Saul Alvarez (Mes 49-1-2) fissata il 15 settembre alla T Mobile Arena di Las Vegas, con un contorno ricco di altri grandi campioni. In via di definizione anche quello che viene definito la sfida dell’anno tra i massimi. Ovvero Anthony Joshua (Ing. 20) contro Deontay Wilder (Usa 40) per unificare tre cinture. Manca quella IBF, che Joshua non ha difeso nei termini.

Articolo scritto da Giuliano Orlando