Boxe, torna Moscatiello al Principe che conclude il triennio

Pubblicato il 17 dicembre 2017 alle 11:12:26
Categoria: Boxe
Autore: Matteo Sfolcini

Il teatro Principe, definito giustamente la “bomboniera della boxe milanese”, si accomiata dal suo pubblico per il 2017, allestendo un pomeriggio di pugni per festeggiare i primi tre anni dalla riapertura, dopo un break durato mezzo secolo. La riapertura risale al 5 gennaio 2014, ed è stata l’unica luce accesa e continuativa della metropoli meneghina, grazie all’iniziativa di Alex Cherchi, che ha creduto in un progetto a medio termine per rilanciare la boxe in una metropoli che negli anni ’60 e ’70 era la capitale di un sport che ha unito e diviso, ma anche emozionato eserciti di persone.

Il “Principe” nel proseguo del tempo, fino all’alba dello scorso secolo si è mantenuta a buon livello, scivolando poi verso un silenzio che ha raggiunto il massimo negli ultimi anni, frutto di errori a tutti i livelli, col risultato di diventare sport di nicchia, priva dei due presupposti per poter mantenere visibilità e popolarità: senza sponsor e senza televisione. Cherchi jr. ha giocato una scommessa quasi folle e continua in questa specie di roulette russa, fiducioso che il colpo in canna sia quello della riscossa e non della fine del gioco. Il Principe ha una storia lunghissima alle spalle, iniziata nel 1925, ormai prossimo ai cento anni di vita, dove si sono alternati film, rivista, teatro e tanta boxe. Che emise il primo vagito nel 1949, qualche anno dopo la fine della Guerra Mondiale. La noble art si mantenne viva fino al 1963, ospitando dilettanti e professionisti. In quel periodo combatterono tutti i campioni dell’epoca: Loi, Mitri, Bossi, Lopopolo, Zuddas, Formenti, Rollo, Giannelli fino a Garbelli, il guerriero milanese che trascinava il pubblico per la sua foga agonistica. Il Principe era il palcoscenico utile lanciare le nuove leve nazionali. Se ti acclamavano salivi al Palasport o al Vigorelli.

La stessa filosofia dei Cherchi, partendo da zero. L’appuntamento di domenica vede protagonista il welter Antonio Moscatiello (24-3-1), che il 5 dicembre 2014, difese il tricolore contro l’allora imbattuto Riccardo Pintaudi (9). Fu un match intenso e drammatico, vinto dal campione, ma lo sfidante onorò il suo ruolo fino all’ultimo istante della lotta. Da quell’esordio, la Principe Bo Events ha onorato altre 20 volte gli appuntamenti, creando i presupposti per lanciare una pattuglia di giovani pugili e un sempre maggior numero di spettatori, che negli anni si erano perduti. Moscatiello rientra con un preciso obiettivo, dopo aver meditato addirittura il ritiro dall’attività. Il guerriero della Stadera, nipote di Giacobbe Fragomeni, dopo la vittoria del 19 marzo sempre al Principe, contro il magiaro Laszlo Fazekas, ottenuta con più fatica del previsto e la sconfitta del dicembre 2015 a Londra contro Pauli Malignaggi per l’Unione Europea, decisamente onorevole, prese atto che doveva entrare in bacino di carenaggio. Principalmente per rimettere in sesto la spalla destra, che giocava ad infiammarsi ogni volta che saliva sul ring. A questo problema si aggiunse quello di carattere famigliare, tanto da fargli perdere l’abitudine alla palestra. A riportarlo sulla strada della sua professione è stato proprio lo zio Giacobbe, che a 48 anni è ancora attivo e il 22 dicembre a Cosenza, torna a combattere contro il magiaro Tibor Laczo, un test di tutto riposo, in attesa di puntare ad una cintura di sigla.

 “In estate mio zio Giacobbe mi parlò con franchezza - ricorda – se c’era la voglia bene, altrimenti meglio cercarsi un lavoro. Il problema era individuare il maestro giusto. L’ho trovato in Ermes Di Francesca che mi aveva allenato in passato. Così ho ripreso nel gym Fit Square di Buccinasco alle porte di Milano e adesso mi sento pronto per ricominciare”. Alex Cherchi gli ha scelto un collaudatore non facile:  (2-11) un serbo, che i fedeli del Principe conoscono bene per averlo visto battersi con coraggio con l’ucraino Maxim Prodan. “Mi sembra l’avversario giusto. Recentemente ha incontrato l’ex campione italiano Caccia, disputando un match testa a testa, dimostrando uno spirito battagliero notevole. Sarà il test decisivo per tornare convinto e cattivo.

Sulla stessa linea il massimo Matteo Modugno (19) che molto prometteva e ha qualità notevoli, ma situazioni e incidenti vari hanno finora frenato le ambizioni, speriamo solo rinviate. Il test attuale è morbido, ma lo attende un 2018 decisivo. “Con i Cherchi abbiamo pianificato un programma capace di farmi recuperare il tempo perduto. Il traguardo è quello di arrivare all’esame europeo. Potrebbe arrivare anche nel 2019, opzionando la prossima stagione per salire nella classifica dell’EBU dove non figuro nei primi venti. Penso di valere molti dei pugili presenti. Cercherò di guadagnare posizioni con incontri importanti che Salvatore e Cristian Cherchi allestiranno”.

Il resto del cartellone vede i welter Edoardo Del Vecchio (6-2) contro Davide Calì (3-14) e Michele Esposito (10-3-1) il varesino sfortunato nella difesa tricolore, perduta per ferita contro Tobia Loriga lo scorso marzo a Crotone. L’ex tricolore sfiderà Marco Di Giambernardino (7-4), un rivale di tutto rispetto, dal fisico imponente a sua volta deciso a vincere. In apertura il debutto del peso superpiuma Andrea Sito, dal buon passato dilettantistico, con margini di crescita notevoli. La manifestazione inizia alle 18.30. I biglietti costano 25 Euro, disponibili presso l’Opi Gym (in Corso di Porta Romana 116/A, telefono 02-89452029) e il negozio della Leone 1947 (in Via Crema 11, telefono 02-58315791).

Articolo di Giuliano Orlando